Lui & Lei
Milena: La Passeggiata della Putana
Lucienk
07.06.2026 |
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"Arriva l'orgasmo, spasmi in tutto il corpo; le gambe tremano mentre ho un orgasmo anale violento..."
Il vento della sera mi sferza le gambe scoperte. Sotto il vestito di seta bianco non c’è nulla; la sensazione del tessuto che aderisce alla pelle a ogni folata mi rende pericolosamente consapevole di ogni centimetro del mio corpo. Cammino lungo il lungomare e sento i suoi passi alle mie spalle, a pochi metri: un ritmo costante e autoritario che scandisce ogni mio movimento.La sua presenza come osservatore mi eccita, una pressione che mi spinge a essere perfetta nella mia esibizione. Ogni volta che rallento, sento il suo sguardo bruciarmi la nuca. Sa esattamente cosa sto provando e usa questa mia vulnerabilità come una leva.
Un uomo sulla panchina si alza. Lo vedo con la coda dell'occhio. Non mi volto; non ce n’è bisogno. Senza esitare, mi dirigo verso la scalinata che scende verso la spiaggia, dove la luce dei lampioni muore e inizia l'oscurità del bagnasciuga. Sono la donna che lui ha creato in anni di matrimonio, una femmina che si diverte a farsi toccare dagli estranei, a farsi possedere in ogni centimetro del corpo. Scendo i primi gradini, sentendo il calore del suo sguardo su di me.
Il gioco di sguardi si interrompe bruscamente quando scompariamo nel buio. Lui è lì, a pochi metri, l’ombra che decide il mio destino. La scena è già montata: l'uomo della panchina ha abbassato la guardia, incantato dal modo in cui mi sono lasciata manipolare.
Le luci del lungomare, lassù, sono solo un bagliore lontano. Qui sotto, l’odore di salsedine si mescola a qualcosa di più acre. Mi appoggio al muro, le mani tese verso l'alto, i polsi premuti contro il cemento ruvido, il fondoschiena in bella vista. L’estraneo non perde tempo: mi solleva il vestito e me lo sfila completamente. Rimango nuda, le gambe che tremano per l'eccitazione; sono senza mutandine, pronta a essere presa.
Inarco la schiena, un gemito strozzato si perde nel rumore delle onde. Sento il cazzo entrare nella mia carne umida. Appena accenno il movimento che mi apre ancora di più a lui, l'uomo mi afferra i fianchi e inizia a colpirmi con forza. Li sento vibrare nel ventre. Prova a girarmi, vuole baciarmi, ma io gli ordino: "No, non voglio vedere chi sei! Scopami, godi e vattene!".
"Troia," ringhia lui.
"Sì, ora sbattimi! Fammi godere, porco! Spingilo fino in fondo, mmm, così... dai, continua! Sì, puttana, sono a caccia di cazzi, sì, dammelo tutto, porco! Sbattimi, troia, sì, così... bravo, continua fino in fondo, vai, spingi! Schiaffeggiami il culo, picchiami le natiche, porco! Sì, sono la tua vacca, sì!".
"Godo, troia!" esclama lui. Estrae il cazzo proprio quando sta per esplodere e me lo sborra sul culo. Una serie di schizzi bollenti mi colpisce la schiena e le natiche, poi lui si allontana dandomi uno schiaffetto finale.
Mentre mi tiro su il vestito, vedo due uomini dietro di me e mio marito poco distante. Senza parlare, lascio cadere di nuovo il vestito a terra, mi appoggio al muro a gambe aperte e mi preparo. Il primo uomo mi afferra per i fianchi e mi penetra con forza, con colpi che mi tolgono il respiro. "Sì, continua! Che figa accogliente che hai, troia! Ti piace, prendila tutta!". Il secondo mi afferra i capelli: vedo che è mio marito. Inizio a succhiargli il cazzo mentre i due uomini si alternano nei miei buchi.
"Che troia," dice mio marito. "Sì, la vostra troia".
I due estranei si scambiano: uno entra e uno esce, non smettono di sbattermi. Ho il culo sfondato e la figa che squirta fiumi di liquido. La tensione è al culmine. Non so chi siano, sono solo perfetti estranei; non vedo i loro volti, sento solo i loro cazzi e le mani pesanti sul mio corpo. Per loro sono solo una troia che ha voglia di sesso, la loro preda.
Il cazzo di mio marito lo divoro in un pompino lento, da farlo impazzire. "Succhia, troia, sei piena stasera, quanti cazzi hai preso, puttana? Sì, succhia!". Le sue mani afferrano la mia testa con la forza che conosco bene, spingendomi a andare su e giù. "Vai, tutto in bocca, puttana!". Quando entra in me, unendo la sua spinta a quella degli altri, il cazzo mi arriva in gola; soffoco un grido contro il muro. Il corpo mi sussulta, le unghie graffiano il cemento. Non so chi sia, sento il suo odore, la sua presa, ma per chi mi sta scopando sono solo una puttana che ha il privilegio di essere posseduta.
Arriva l'orgasmo, spasmi in tutto il corpo; le gambe tremano mentre ho un orgasmo anale violento. "Ah, oh, sì, godo, vengo!". Sento le sue spinte, il cazzo si irrigidisce e lui lo estrae in tempo per sborrarmi addosso: sento lo sperma colpirmi la schiena. Ma non ho tempo di riprendermi che il secondo cazzo mi entra in figa. "Prendilo tutto! Sì, dammelo tutto, porco, scopami, spingi!".
Ho ancora le contrazioni anali dell'orgasmo precedente, che mi regalano un orgasmo clitorideo pazzesco. "Sì, godo, godo, continua, mi fai godere, non fermarti!". Un secondo orgasmo mi attraversa il corpo; mi cedono le gambe. Lui si sfila dalla figa e mi sborra addosso: schizzi caldi e violenti si mischiano allo sperma del precedente uomo.
È la mia sottomissione totale in pubblico, sotto i suoi occhi, a rendere tutto incredibilmente violento e perfetto. Anche mio marito arriva all'orgasmo, riempiendomi la bocca e la gola. Crollo in avanti, appoggiando la fronte al muro, mentre sul mio corpo scivola lo sperma degli estranei, in quella complice oscurità della spiaggia.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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